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Fregene 20/08/ 2021- Vice-Sindaco, più legalità sul LUNGOMARE!
In una pesante atmosfera di mesi di silenzio Istituzionale:
sull’effettiva eco-sostenibilità del progetto lungomare Centro dei Federici,
sul degrado inesorabile del sistema eco-dunale, e di macchia mediterranea,
sui cumuli stazionari di immondizia davanti all’ingresso ex Perla, spiaggia libera,
sulla sospensione del diritto di transito a mare sulle via Viserba/via Porto Maurizio/via Cattolica, si leva infine una voce Istituzionale, in particolare quella del vice-sindaco
Di Genesio Pagliuca che ci parla di legalità.
Il nostro assessore
con delega alla Pianificazione Urbanistica, Edilizia, Patrimonio comunale, Riserva Statale del Litorale, Personale ci informa che sta ripristinando la legalità su alcuni tratti del lungomare di Fregene, occupati senza titolo da alcuni proprietari di ville, rimuovendo recinzioni abusive con l’obiettivo di creare nuovi posteggi a pagamento e cito testuali parole: “restituire alla città tratti di territorio sottratti all’uso della collettività”. https://www.fregeneonline.com/lungomare-rimosse-le-recinzioni-sulle-aree-occupate/
Bravo, bell’esempio e grazie per far sentire la legalità qui da noi sul territorio che a volte sembra abbandonato a se stesso. Anche se di nuovi posteggi e ghiaia polverosa ….
Bene, verrebbe da dire, sulla scia di questi buoni intenti, continuiamo con il ripristino della legalità.
Ad esempio sono leciti i tipi di barriere architettoniche a ridosso del mare che si stanno preparando/ipotizzando/innalzando nella zona della Macchia Mediterranea già in parte rasa al suolo e asfaltata? E’ lecito bloccare e/o limitare il passaggio e le visuali a mare come molti stabilimenti fanno da anni? E’ legale bloccare il traffico più che decennale di alcune vie che da Viale Viareggio confluiscono perpendicolarmente sul lungomare?
Ora, gentile Vice-Sindaco, parafrasando le sue parole, potete cortesemente “restituire alla cittadina di Fregene anche altri tratti di territorio sottratti all’uso della collettività”?
costruzioni-fatiscenti
Restituendo all’uso della collettività la macchia mediterranea ora estirpata e le spiagge con sabbia naturale ora lastricate di cemento o da
costruzioni fatiscenti,
restituendo finalmente all’uso della collettività delle visuali decorose e dei varchi a mare ora quasi inesistenti o chiusi da cancelli , staccionate o da orrende reti, restituendo le strade con transito sul lungomare ora chiuse da blocchi di cemento o da barriere architettoniche.
Basta cemento per edificare altre case, altri centri commerciali, moli, porti o addirittura un auditorium.
Un auditorium in una piccola località dove non si è stati in grado di mantenere in vita nel tempo nemmeno un semplice cinema all’aperto estivo sul mare, l’Arena Fellini , e Comune in cui possiamo già vantare due centri commerciali enormi il Parco Leonardo e il Da Vinci, centro senza nessuna delegazione comunale, stazione di polizia e Carabinieri solo part-time fino alle h22, con i ladri alle porte.

Si tratta di legalità tout-court non solo part-time, di diritti democratici basilari, di diritto all’eco-sostenibilità della cittadina, al benessere e alla sicurezza nelle proprie abitazioni. Noi non vorremmo fare petizioni, né class-action ma se saremo costretti…

Roma 20/07/2016. “Stop al cemento entro il 2050”. Basta al consumo di suolo fertile di zone protette e non. L’obiettivo da raggiungere è quello di tutelare la bellezza dei nostri paesaggi riducendo entro il 2050 la cementificazione selvaggia e arrivare a "consumo zero" di suolo fertile. Gli ambientalisti chiedono di lavorare su un testo legislativo che dimostri la volontà di un reale cambiamento, senza favori ai palazzinari. Sette metri quadrati di terra fertile persi al secondo, 80mila ettari consumati dal 2012 a oggi, un'estensione pari a otto volte Parigi. I dati allarmanti dell'ultimo rapporto ISPRA (Istituto Superiore di Ricerca Ambientale) dimostrano che il nostro paese ha un livello di consumo del suolo tra i più alti in Europa nonostante le caratteristiche orografiche del territorio e l'elevato rischio idrogeologico. Ma se negli ultimi trent'anni sono stati divorati 5 milioni di ettari di terreni agricoli, una media di 80 campi da calcio al giorno, evidentemente il cemento ha avuto la meglio. ( Fonte dati: Repubblica.it ). La Camera ha dato il via libera al ddl sul "Contenimento del consumo di suolo" e adesso la parola passerà al Senato. Per gli ambientalisti e i sostenitori politici, il testo di legge, pian piano durante l’iter è stato svuotato fino a diventare una "legge al ribasso, utile solo ai palazzinari”. La legge attualmente in essere cerca di salvare le aree agricole ( ma in alcuni casi, per grossi interessi, si finisce in tribunale, vedi il raddoppio dell’aeroporto Leonardo da Vinci su aree tutelate dell’agro romano) e si dovrebbe implementare il recupero delle aree già cementificate per sfruttarle meglio o riconvertirle. Il problema è che le modifiche che si vogliono apportare alla legge consentono ai Comuni di derogare in certi casi e di favorire così gli interessi dei grandi costruttori. Questo aspetto viene contestato da Legambiente, dal forum Salviamo il Paesaggio e da Italia Nostra. La modifica consentirebbe in particolare ai Comuni di dare l’ok agli interventi edilizi già pianificati, cosa che potrebbe incentivare la corsa alle richieste prima che la legge entri in vigore. Un aspetto importante della legge è quello che imporrebbe ai Comuni di monitorare le aree e gli edifici dismessi prima di dare nuove concessioni di edificabilità. Questo a Fregene potrebbe essere un passaggio fondamentale. Quante case invendute ci sono e si continua a costruire anche sul lungomare, la macchia mediterranea sempre a rischio? Come dare torto a Legambiente che recita come un mantra: “Prima di gettare nuovo cemento devi usare o riusare quello che hai!”
Riproduzione Riservata (foto in homepage: M. Cardelli)

Fregene 20/02/2016. Oggi ci si interroga sull’erosione della spiaggia a sud di Fregene e sull’attacco del mare alle dune di Focene nord e possibili rimedi. Domani, se dovesse essere approvata la sciagurata ipotesi del raddoppio dell’aeroporto da Vinci, probabilmente ci interrogheremo sull’aumento del rumore e dell’inquinamento e sulla possibile crescita dei tumori legati a quest’ultimo, sulla sparizione di fauna e flora locale, oltre alla distruzione antropica di aree coltivabili e/o protette della Riserva del litorale Romano e sui possibili rimedi…Faremo allora altri tavoli per arginare il degrado ambientale del territorio proprio come sta avvenendo oggi per la sparizione delle spiagge. Sul lotto di proprietà della famiglia Benetton dove è previsto il raddoppio dell’aeroporto (vedi foto), esiste un vincolo ambientale e sorgono 30 attività agricole che danno lavoro a circa trecento persone (coltivazioni di carote, zucche, cicoria e tanto altro). In passato molte famiglie di veneti bonificarono e resero coltivabile Maccarese, oggi invece altri veneti potenti, i Benetton, azionisti di maggioranza in ADR (aeroporti di Roma) ricorrono al TAR Lazio per togliere i vincoli sull’Agro Romano e cementificarlo. Una nemesi storica al contrario?Ricordiamo inoltre che i terreni su cui si vorrebbe piazzare una pista con aerei in atterraggio e decollo che pesano tonnellate, rimane sempre una sorta di stagno, una terra emersa strappata alle acque grazie anche alle idrovore sempre in funzione, H 24. Enac e Adr cercano di stravolgere le decisioni prese dal Ministero dell’Ambiente sulle tutele del territorio. Il Comitato FuoriPista lotta per conservare la bellezza del paesaggio e le attività agricole legate all’Agro romano e L’Amministrazione del Comune di Fiumicino è per la salvaguardia dei luoghi. Speriamo che la vicenda non finisca tristemente, come per la tutela del litorale romano, impegno disatteso su più fronti dalle Giunte precedenti. Il Litorale qui oggi ci presenta un conto salato: la spiaggia sta sparendo. La battaglia per la salvaguardia della Riserva Naturale Statale del Litorale e dell’Agro Romano è finita nei tribunali ed è in mano ai Giudici, come sempre quando ci sono grossi interessi in gioco... SaveFregene vuole credere che questi Giudici siano lungimiranti e ambientalisti!

Fregene 10/02/2016- Crisi Erosione a Fregene. Purtroppo in questi ultimi anni il fenomeno dell’erosione costiera qui a Fregene sta manifestando tutta la sua gravità (foto- Spiaggia come era). L’impatto visivo più evidente è quello del rapido arretramento della linea di riva verso l’interno con la conseguente distruzione delle ampie spiagge lunghe tipiche della nostra cittadina e delle costruzioni più vicine al mare. Lo stabilimento la Perla ha già lasciato al dio Nettuno alcune cabine e il mare avanza adesso verso la piscina. Il Point-Break, la Rivetta, il Capri sono allo stremo e giù altri ancora fino ad arrivare alla Nave, il cui ristorante rischia di finire letteralmente “in alto mare”. Il mare erode la costa ed aumenta la sua profondità vicino alla riva. La spiaggia non rimane più degradante ma è più ripida e scoscesa. In questi giorni si aprirà finalmente un tavolo di discussione fra gli enti competenti.Ma a cosa è dovuto questo fenomeno inquietante che se non valutato opportunamente e arginato potrebbe portare alla distruzione dell’arenile di parte di Fregene sud e della parte dunale di Focene nord? Alcuni studi sul fenomeno erosivo stabiliscono che l’apparato deltizio del Tevere ha una diversa genesi nel lato nord (Fregene, Focene) e nel lato sud (Ostia, ecc). Questa diversa origine influisce sullo stato e sulla progressione del fenomeno dell’erosione. A Nord del delta del Tevere, l’erosione delle spiagge è imputabile principalmente a defict di regolazione nell’apporto di sabbia, legato alla diminuzione dei contributi fluviali. La scarsità di sedimenti è iniziata in corrispondenza della foce del fiume per migrare pian piano lateralmente verso nord. Le cause sono imputabili a Interventi dell’uomo: dighe, sbarramenti. A Sud del delta, verso Ostia le spiagge sono costituite da sediment fossili e l’erosione è iniziata e poi si è diffusa per due probabili cause. In primo luogo a causa della diminuzione dello scambio fra i sedimenti della parte emersa e di quella sommersa, per interventi umani: cementificazione della battigia, distruzione delle dune costiere e habitat naturali. In seconda battuta per modifiche naturali del regime idrodinamico costiero (correnti, meteorologia, moti ondosi ecc.) dovute a interventi antropici, di realizzazione di opere di difesa/barriere, costruzione di porti. Insomma se è pur vero che esistono fenomeni naturali di scambio idrodinamico ed è favorito il trasporto verso Sud delle alluvioni del Tevere, d’altro canto l’intervento umano sulle coste ha messo un carico da novanta. Infatti la presenza di elementi artificiali, artefatti umani (Faro di Fiumara Grande, moli di Fiumicino, il famoso porto della Concordia, bloccato dalla procura e che sta cadendo a pezzi) perturbano il fenomeno di trasporto, provocando correnti rivolte verso il largo che hanno per effetto la dispersione detritica. Che fare? C’è da sperare che gli interventi siano in un’ottica globale di recupero del litorale ma che non procurino altre aberrazioni peggiori dell’attuale in futuro. Basta cementificazione delle coste!

Fregene 08 agosto 2013. Volantini nella buca da lettera? No grazie. E’’ di qualche giorno fa la notizia che finalmente le Pubbliche Amministrazioni in Italia dialogheranno fra loro solo più via web attraverso la Posta Certificata. Aboliti finalmente gli sprechi di tonnellate di carta per inviare fax da un ufficio all'altro. Si risparmieranno così milioni di euro e anche milioni di alberi che ci aiuteranno a respirare meglio in futuro. In questo scenario positivo e virtuoso più per necessità di spending review, forse, che di effettivo impellente amore per la natura, vorrei augurare al pianeta che a breve siano vietate anche le pubblicità cartacee che vengono inserite giornalmente in quantità industriale nelle nostre buche da lettera. Tutti i giorni è necessario vuotare la cassetta postale, questo è diventato ormai un lavoro fisso. Non ci si può assentare da casa per qualche giorno di vacanza che subito la buca delle lettere è invasa da volantini e cartacce di ogni tipo. La stratificazione è veloce e inesorabile tanto che spesso il postino non sa più dove mettere le bollette o inserire missive importanti che possono anche andare perdute se cadono in terra.
Certo perdere una bolletta è un fatto raro e potrebbe essere momentaneamente piacevole e auspicabile se non fosse che poi ci si ritrova il telefono staccato per morosità e a pagare le spese maggiorate di riallaccio e tardivo pagamento.Magari puoi perdere la bolletta della TARSU per un'anno perchè la cassetta era zeppa ma poi come fai a spiegare che l'hai persa per 10 anni di seguito? Questo non è giustificabile in effetti. I volantini finiscono invece, senz'ombra di dubbio, quasi sempre immancabilmente a terra, svolazzando qua e là, nelle giornate di vento, piuttosto frequenti nelle località marine.Tempo fa ho assistito allibita allo svuotamento di una cassetta intasata da parte di una persona che, evidentemente scocciata dalla mole ingestibile di insulse cartacce, ha lasciato cadere tutto nella pozzanghera sottostante che si era formata con la pioggia. Quante volte invece avete attivato il tergicristallo facendo volare via, vostro malgrado, due, tre anche quattro volantini inseriti sul parabrezza? Se si vietasse il volantinaggio a tappeto quotidiano oltre a risparmiare milioni di alberi potremmo avere una città più decorosa e pulita. Tanto le offerte si vedono al supermercato e quando andate direttamente al centro commerciale o sul sito internet di interesse.
Questa abolizione del volantino nell’era del digitale, potrebbe andare di pari passo con la risoluzione tempestiva, da parte del nuovo Sindaco, del grave problema dell’abbandono dei rifiuti urbani sulle strade, aree verdi e sui viali di Fregene.Speriamo che spontaneamente, chi non l’ha ancora fatto, decida di mettersi in regola al più presto con la raccolta differenziata e la smetta di lasciare pattume per strada perché potrebbero iniziare a partire le prime segnalazioni alle autorità competenti da parte di cittadini esasperati di trovarsi sacchetti di zozzura indifferenziata davanti ai cancelli.

Fregene 13 dicembre 2011
IL COMITATO FUORIPISTA ha depositato UN “ESPOSTO ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA” in difesa del diritto fondamentale alla salute che verrebbe messa a serio rischio, per I residenti a Maccarese e Fregene, a causa del raddoppio dell’aeroporto Leonardo da Vinci.

il giorno 3 dicembre 2011 il Comitato FuoriPista ha depositato un esposto presso la Procura della Repubblica di Civitavecchia, competente per il territorio di Fiumicino, per chiedere l’applicazione ed il rispetto delle norme comunitarie, nazionali e regionali in materia di tutela dell’ambiente dall’inquinamento acustico prodotto del sistema infrastrutturale dell’aeroporto di Fiumicino.Dopo anni di invocazioni, richieste, manifestazioni cadute sempre nella più totale indifferenza, ai cittadini residenti nel territorio circostante il “Leonardo Da Vinci”, riuniti nel Comitato FuoriPista, non è rimasta altra alternativa che rivolgersi alla Magistratura chiedendo in particolare:
1) l’avvio di forme attive di prevenzione e riduzione degli effetti nocivi dell’esposizione al rumore ambientale della popolazione;
2) l'introduzione di restrizioni operative ai fini del contenimento del rumore e della riduzione dell'inquinamento acustico;
3) il risanamento acustico complessivo del sistema infrastrutturale dell’aeroporto di Fiumicino a tutela di tutta la popolazione esposta.

Assordante ed ingiustificabile il comportamento delle Istituzioni deputate alla tutela della salute Pubblica, a partire dal Sindaco del Comune di Fiumicino, che nel tempo hanno completamento ignorato gli allarmi ripetutamente lanciati dal Comitato nonché i dati emersi nell’intorno di altri aeroporti italiani tutti di dimensioni significativamente inferiori a quelle di Fiumicino.
Il comitato Fuoripista, dopo tanto disinteresse delle Istituzioni pubbliche locali, rilancia con un’esposto deirettamente alla Procura della Repubblica e conclude:
“Dopo le prime allarmanti misurazioni, chiediamo il ripristino della legalità a tutela della salute pubblica”
http://comitatofuoripista.blogspot.com/

Fregene 7 febbraio 2009 Quale delibera salvapiante ?
18 ettari di macchia mediterranea, la così detta “Lente” tra via La Plaia e via Gabicce a Mare nelle mani delle società del gruppo Federici, Ares 2002 e Imbcap Spa, dovrebbero essere spazzate via(dopo il salvataggio di qualche singola pianta censita dalla “delibera salvapiante” ma non dell’ intero ecosistema, una fetta di microambiente in tutta la sua delicata complessità) per realizzare un devastante progetto di 60 mila mc, quello del “Lungomare Centro” di Fregene. L’amministrazione comunale attraverso l’assessore all’ambiente Pasquale Proietti ci comunica che in questo modo, secondo loro si dovrebbe salvaguardare quel tratto di costa ad alta valenza ambientale. Insomma si vorrebbe far passare una nuova colata di cemento sul lungomare, sotto le mentite spoglie di un progetto pilota di censimento delle essenze arboree da tutelare, per poi distruggerle in seconda battuta dopo aver fatto tabula rasa dell’humus circostante a cui sono legate indissolubilmente.
A Fregene manca quasi tutto, le infrastrutture sono quasi inesistenti ma pare che non si possa fare a meno di questo pezzetto di lungomare centro progettato dai Federici, il cui pezzo forte resta la grande piazza pedonale rialzata (è ovvio che la passeggiata debba essere rialzata visto che dalla strada la vista del mare è impedita dealle barriere architettoniche).Qui pare che sorgerà una piazza proprio lì nella macchia mediterranea( del resto non si è stati in grado in tanti anni di realizzarla altrove)e proprio lì l’immobiliare realizzerà un complesso turistico-ricettivo, una specie di albergo “diffuso”, formato da circa 200-250 unità residenziali, tra i 35 e i 50 mq. In sostanza l’invito di Italia Nostra attraverso il suo portavoce Lo Savio, che invitava a fermare la distruzione della macchia mediterranea, è stato in realtà disatteso nella sua ampia portata di tutela integrale di questa ultima zona di biodiversità a Fregene. In realtà nulla è cambiato se non la pura forma di una parvenza di minima tutela.



Il COMITATO FUORIPISTA
CONTRO L’AMPLIAMENTO dell’AEROPORTO di FIUMICINO


Con lo scopo di salvaguardare il territorio dall’ampliamento dell’ Aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino, si è costituito il COMITATO FUORIPISTA.
Il COMITATO si oppone all’ampliamento dell’Aeroporto e alla relativa costruzione della 4° pista e della nuova aerostazione, opere che se realizzate distruggerebbero circa 1500 ettari di riserva del Litorale Romano con il conseguente esproprio di numerose abitazioni ed aziende agricole.

Il COMITATO FUORIPISTA è formato da cittadini e cittadine delle diverse località del Comune di Fiumicino impegnati per la salvaguardia dell’ambiente, contro l’ulteriore inquinamento acustico e dell’aria, per la tutela della salute pubblica e la qualità della vita.
Il suddetto comitato ha inviato agli organi competenti osservzioni sul Piano Territoriale
Paesisistico Regionale che riportiamo qui di seguito
I sottoscritti cittadini residenti nel comune di Fiumicino, fondatori del “COMITATO FUORIPISTA” ed in fase di registrazione, con la presente avanzano osservazioni relative al Piano Territoriale Paesistico Regionale di cui alle Delibere di Giunta Regionale n.556 del 25 luglio 2007 e n.1025 del 21 dicembre 2007.
Tenuto conto che con Decreto del Ministro dell’Ambiente del 29 marzo 1996, è stata istituita la riserva del “Litorale Romano” e le relative misure di salvaguardia;
Rilevato che il territorio su cui si effettuano le osservazioni è integralmente ricadente, come da Art.2 del citato Decreto, in “area tipo 1 e area tipo 2;
Constatato che il territorio circostante e ricompresso fra le piste 16 e 34, è classificato “zona 2” della riserva del “Litorale Romano” di cui al già citato Decreto del Ministero dell’Ambiente;
Chiedono che detto territorio, come meglio indicato in cartografia allegata, venga classificato come “Bene A4” in ottemperanza alle disposizioni “dell’Art.20 Beni A4: Parchi e Riserve esistenti” della Delibera di Giunta Regionale 30 luglio 1999, n.4472, anzichè “Bene B2-1”, come attualmente previsto.

comitatofuoripista@gmail.com
http://comitatofuoripista.blogspot.com/
tel: 3395683549


Fregene, giugno 2008. Area sottoposta a sequestro dal corpo forestale dello stato di Civitavecchia
La zona sequestrata in questione, pare per improvvisa moria di lecci, si trova su viale Castellammare fra via La Playa e via Mondello. Quest’area, come altre del resto a Fregene, è scarsamente protetta essendo le recinzioni nella gran parte dei casi vecchie, spesso rotte e comunque inefficaci per bloccare l’ingresso ai malintenzionati. Qualche telecamera di sorveglianza potrebbe servire da deterrente. Non sappiamo se è questo è un caso di moria naturale (le indagini lo appureranno) ma a volte per rendere edificabili aree protette si trovano i più svariati escamotage per distruggere la vegetazione, un metodo fra i più usati è l’incendio doloso. Altre tecniche utilizzate dai pirati ecologici sono ad esempio versare benzina o erbicidi ogni tanto sulle radici delle piante per farle morire, in genere un mese è sufficiente.

Fregene 4 giugno 2008 La nostra macchia mediterranea è indifesa!
Savefregene, dopo le segnalazioni ricevute su incendi sviluppatisi nell’ ultima area di macchia mediterranea rimasta ,è andata a vedere come questa zona sia protetta dalla nostra amministrazione. Ci dispiace rilevare che la macchia è lasciata all’incuria più totale: qualcuno va a scaricare i calcinacci
oppure l’immondizia , i
pali sono divelti, chiunque pùò entrare e fare quello che gli pare. Le foto che abbiamo scattato sono eloquenti. Perchè non prendersi cura di questo spazio recintarlo con filo spinato e porre telecamere per scoraggiare i malintenzionati? Almeno finchè esiste un così scarso senso civico in alcuni abitanti?


Fregene Aprile 2008
. Su Viale Viareggio ci starebbe bene un percorso ciclo-pedonale. ma no! invece si vogliono costruire altre case! ma a chi serviranno tutte queste case se poi mancano le infrastrutture per far vivere decentemente le persone. L’importante sembra far felici e ricchi i costruttori e chi da loro i permessi per fare tutto cio’. il resto non conta. Ecco una bimba che si riposa, dopo un giro in bicicletta, vicino ad una delle tante aiuole di fregene piene di rifiuti ! bello spettacolo!
Che educazione potranno avere i bambini sul decoro e la pulizia di una cittadina se quando escono di casa incontrano mucchi di rifiuti che nessuno si cura di rimuovere da anni.